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Il Trapani Calcio riparte dalla serie C con un progetto fondato sui giovani

di Massimiliano Galuppo

È un momento piuttosto difficile della gloriosa storia della squadra granata. Dopo la trionfale promozione del 15 giugno 2019 che segnò il ritorno del Trapani Calcio nell’olimpo della serie B, dopo appena una stagione piuttosto tribolata, si ritrova ancora una volta in serie C, pur avendo conquistato la salvezza sul campo. L’insolita retrocessione è avvenuta solo a causa di 2 punti di penalizzazione comminati perché la società trapanese non avrebbe pagato entro la scadenza prevista del 16 marzo 2020 (in pieno lockdown per il covid) un’esigua somma relativa agli stipendi dei tesserati dei mesi di gennaio e febbraio, che sembra si aggiri intorno ai 70.000 euro rispetto agli oltre 500.000 euro regolarmente pagati entro la scadenza naturale. Un’ingiustizia hanno tuonato gran parte dei tifosi sui social. Il Trapani ha provato a ricorrere nei vari gradi della giustizia sportiva dove auspicava l’eliminazione della sanzione o, al limite, la riduzione di almeno un solo punto la penalizzazione inflitta, che avrebbe consentito di disputare i play out contro il Perugia. Il collegio di garanzia del Coni invece il 6 agosto ha confermato la sanzione di 2 punti di penalizzazione che ha sancito la retrocessione, che è bene ancora ricordare, gli uomini di mister Castori avevano evitato all’ultima giornata con un’incredibile e, ad un certo punto, insperata rimonta sul campo. Assolto inutilmente l’iter della giustizia sportiva, il Trapani Calcio ha presentato ulteriore ricorso alla giustizia ordinaria, nella fattispecie al Tar del Lazio che è competente in materia, adducendo il ritardo della minima somma non corrisposta, al periodo storico particolare che si stava vivendo in quei particolari giorni. La sentenza è attesa per il 21 settembre p.v. Intanto il 24 agosto il Trapani ha provveduto a regolare l’iscrizione in serie C, ratificata dalla Co.vi.soc. il 2 settembre scorso. L’intento dichiarato dai vertici della società è di costruire una squadra fondata prevalentemente su giovani di talento da integrare a calciatori esperti, che saranno ingaggiati dal direttore sportivo Porchia e messi in campo da mister Di Donato che 2 anni fa ottenne una promozione dalla D alla C con l’Arzanese (prese il posto di mister Italiano quando venne a Trapani) e lo scorso anno ottenne un lusinghiero nono posto con l’Arezzo con una squadra parecchio giovane con un progetto simile a quello che si vuole realizzare a Trapani. Intanto dai social è partita la contestazione verso l’attuale proprietà costituita dalla Alivision che fa capo alla famiglia Petroni che si è dichiarata disponibile a cedere la società, chiedendo al sindaco di Trapani Tranchida di fare da interfaccia per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta. Proprio nei giorni che hanno seguito la conferma dell’iscrizione in serie c, un gruppo di tifosi si è riunito sotto la sigla “c’è chi il Trapani lo ama” al fine di vigilare sulle sorti della squadra più importante della provincia e che nell’anno sportivo 2019/2020 è stata la massima espressione del calcio siciliano considerato che era l’unica siciliana in B e nessuna squadra dell’isola ha giocato in A. Un’iniziativa che non ha eguali in tempi recenti (qualcosa del genere era successa negli anni ’70) che testimonia l’orgoglio e la passione dei trapanesi verso la maglia granata.

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