Peppe Schiera: il mito e la realtà di un personaggio popolare palermitano

di Roberto Ardizzone

Peppe Schiera è stato un grande artista di strada vissuto nella prima metà del secolo scorso. Viveva
con la moglie e vicino ai suoceri nel quartiere Ballarò in Vicolo Madonna ed a poche decine di
metri dall’abitazione dei miei genitori. Mio padre fu un suo grande estimatore, andava spesso ai
suoi spettacoli di piazza e conosceva a memoria tante sue poesie che dopo tanti anni recitava a me.
Nel 2013 incappai per caso in una vecchia copia del quotidiano L’Ora del 21 marzo del 1965 in cui
un grande giornalista e commediografo dell’epoca, Salvo Licata scriveva: “È sperabile che
qualcuno degli studiosi delle nostre tradizioni popolari, si prenda cura di Giuseppe Schiera, prima
che il tempo lo cancelli dalla memoria di quelli che lo conobbero.” Non sono uno scrittore ma un
amatore di racconti brevi in prevalenza ironici che si diletta a scrivere. Ne ho scritti e continuo a
scriverne tantissimi, amo anche tantissimo la poesia dialettale siciliana e la recito (Fudduni, Buttitta,
Tempio, ecc…) per cui mi venne l’idea di cercare di raccogliere il più possibile, poesie di Peppe e
quindi iniziai le ricerche, riuscii a racimolarne ottantatré, ma durante la mia ricerca scoprii la
bellissima storia d’amore di Peppe della moglie Margherita e mi accorsi che fino a qual momento
chi aveva scritto su di lui, probabilmente fidandosi della leggenda popolare, era incorso in tanti
errori e aveva scritto delle inesattezze incredibili, e quindi iniziai a fare delle ricerche molto più
approfondite, anche riproducendo documenti importanti come il fascicolo matricolare di Peppe e
tantissimi documenti anagrafici. Questa ricerca mi portò a conoscere e quindi parlare con tanti
parenti prossimi di Schiera che in quanto preziosi testimoni mi raccontarono tante storie sulla vita di
questa bellissima coppia che furono Peppe e Margherita.
Incoraggiato dalle scoperte della mia minuziosa ricerca, decisi di produrre un libro in cui oltre a
copiare tutte le poesie trovate, raccontare la storia d’amore della coppia anche in chiave un po’
ironica come erano i personaggi e correggendo le varie inesattezze scritte dagli altri.
Faccio un piccolo elenco:
1) Lo chiamavano Muddichedda. Non è vero! A prescindere dal fatto che Muddichedda in
dialetto sia sinonimo di persona piccola e minuta, e lui come provato dal Fascicolo
Matricolare era alto cm 174,5 e quindi abbastanza per non meritarsi quel nomignolo, ma io
andai oltre e scoprii che Muddichedda era un altro personaggio conosciuto anche come “U
cirinaru di quattru cantuneri” e che addirittura fu portato in teatro in spettacoli di tabarin
attorno al 1910 dal grande Carmelo Truscello. Di lui ho pure scritto un racconto breve che ho
messo in giro per il web;
2) Avrebbe avuto cinque figli. Niente di più falso! Non ebbe mai figli. Margherita ebbe un
unico figlio dopo la morte di Peppe con il suo nuovo compagno Giuseppe Traina,
conosciutissimo nel primo dopoguerra a Palermo come “U Zu Pé, allustrinu ru Massimu”,

figlio che ho avuto il piacere di conoscere, intervistare e che mi ha testimoniato questo ed
altro.
3) Ha prestato servizio militare a Palermo. Non è vero, lui dopo mesi di latitanza in quanto
renitente di leva, fu catturato e destinato in una caserma di Reggio Calabria e dopo poco
mandato a Bengasi in Libia con le truppe di occupazione dove dopo varie disavventure finì
in carcere a Gaeta. Tutto questo naturalmente ben documentato.
4) Morì sotto i bombardamenti del 43. Vero, ma c’è chi dice a Piazza Sett’Angeli, chi davanti
il ricovero della Scuola Perez. Tutto sbagliato! Peppe morì mentre cercava riparo dai
bombardamenti, all’interno di un portone in Via dei Biscottari, nei pressi dell’Oratorio di
Santa Chiara, come da testimonianza del nipote di Margherita, Michelangelo Vaccaro.
Queste sono solo alcune delle inesattezze che si trovano in giro per il web, per chi ne volesse
sapere di più può trovare il mio libro “Peppe e Margherita” nato dopo tre anni di intenso lavoro
di ricerca, su Amazon, libro in cui ho raccontato la vita della coppia e con in appendice gran
parte delle poesie di Peppe Schiera.